Sono una scrittrice esordiente. Sin da giovanissima mi sono cimentata a scrivere racconti. Qui ho trovato uno spazio dove esprimermi, dove postare i miei racconti in attesa del vostro giudizio, ma anche un luogo dove parlare di libri o semplicemente per raccontarvi della mia esperienza come scrittrice; a volte mi permetterò anche di divagare, per fermare un’idea o un momento. Ad ogni modo sarà un luogo dove imparare a scrivere e dove esercitarmi: un taglia e cuci di parole, proprio come un atelier!

venerdì 24 marzo 2017

Passione o professione?

Ho sempre pensato che con più tempo a disposizione sarei riuscita a scrivere di più. Sono molto riflessiva e ciò mi porta ad essere anche molto lenta in questo processo, per cui un lavoro a tempo pieno, due bambine piccole, la casa da pulire, ecc. non possono che essere un ostacolo alla produzione letteraria.
Eppure devo ricredermi. Da un mese sono a casa (non sto qui a spiegarvene le motivazioni, ma tranquilli: sto bene e non ho perso il lavoro), ma la mia produzione di parole non è aumentata di molto (ok, ho finito la stesura del mio terzo romanzo, ma era da un bel po' di tempo che ci lavoravo su). Non lo so se è perché mi ci sono voluti quindici giorni per rilassarmi (avevo accumulato davvero molto stress) e poi altrettanti per recuperare l'arretrato delle pulizie domestiche, ma non credo. Probabilmente mi manca la disciplina. Amo scrivere e appena posso lo faccio, ma non con regolarità e forse un po' troppo come se fosse un hobby da fare nei ritagli di tempo. Mi rendo conto perfettamente che, per diventare una scrittrice professionista, devo abbandonare questo atteggiamento di attività da tempo libero e diventare, appunto, più professionale, individuando nella giornata uno spazio ben preciso da dedicare solo ed esclusivamente alla scrittura. E questo lo posso fare lavorando ogni giorno o rimanendo a casa a fare la casalinga (disperata).
Mi sto chiedendo se il fatto di non voler individuare un orario di lavoro preciso, non sia in fondo un modo per allontanarmi proprio dal concetto di "lavoro". Scrivere è una passione, un desiderio che nasce dal profondo e anche un modo di evade dal quotidiano. Ho paura che fissare dei paletti, come individuare l'orario di produzione, stabilire delle giornate fisse per mettermi alla tastiera cascasse il mondo, mi toglierebbe un po' del piacere che provo a inventare storie e produrre parole sul foglio (cartaceo o virtuale che sia, non fa alcuna differenza).

Ora lascio lo spazio a voi: come vi rapportate alla passione della scrittura, come un hobby o come una professione?

4 commenti:

  1. L'orario può essere fisso come appuntamento, ma variabile per ispirazione e voglia nell'arco della giornata.
    Per dire: sai che puoi scrivere pre-pranzo, pomeriggio e dopo cena. Ok.
    A seconda di come ti senti, ogni giorno scegli il momento per te più consono in quella giornata^^

    Moz-

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    1. Però così arrivo a sera stressata perché non ho ancora scritto nulla e devo porvi rimedio...

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  2. Ciao Kinsy! Il dubbio che ti assilla lo provo anch'io. Spesso ho desiderato di non dover più lavorare per occuparmi della scrittura a tempo pieno. Così, però, diverrebbe un altro lavoro, tra l'altro non remunerato e con un bel carico di frustrazione da gestire... No, forse è giusto che rimanga una passione da coltivare nel tempo libero!

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    1. Sembra proprio uno di quei dubbi tipo "è nato prima l'uovo o la gallina?". ;-)

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